Coach Dino Guadalupi e il suo progetto di Chromavis Abo

Chromavis Abo Offanengo Volley B1 femminile girone A

Il tecnico brindisino di Offanengo fa il punto della situazione a una settimana e mezzo dal debutto in campionato e individua caratteristiche e margini di miglioramento della squadra

 

Molto lavoro, cura quasi maniacale dei dettagli e tanta professionalità nello staff per cercare di “plasmare” al meglio la squadra. Per il secondo anno consecutivo, il timone della Chromavis Abo è affidato a coach Dino Guadalupi, tecnico brindisino che guiderà Offanengo nel campionato di B1 femminile. Domenica 24 gennaio al PalaCoim inizierà l’avventura di Porzio e compagne, che affronteranno le bergamasche del Chorus Lemen Almenno nella prima giornata d’andata in uno dei due minigironi del raggruppamento B. A una settimana e mezzo dal debutto, a che punto è la Chromavis Abo? A fare il punto della situazione è lo stesso coach Guadalupi.

“Sono contento del lavoro svolto – afferma il tecnico pugliese – un periodo così lungo di allenamento pur senza gare ha avuto risvolti positivi, poi magari viceversa ha rallentato un po’ di processi mancando il riscontro della partita ufficiale, ma questo ovviamente è un aspetto che riguarda tutte le squadre. Abbiamo cercato di puntare sulla continuità, lavorando come se giocassimo nel fine settimana. Sono contento perché abbiamo messo in cantiere tante cose: se guardassi indietro a settembre quando abbiamo iniziato, il quadro è molto diverso e soprattutto nell’ultimo mese, tra sedute quotidiane e allenamenti congiunti, abbiamo raggiunto una stabilità di rendimento individuale maggiore. Ci alleniamo a livello più alto e riusciamo a completare settimane intense e di qualità”.

Chromavis Abo e la “conquista” dell’identità di squadra.

“Ora è il momento di giungere a un’identità più precisa; normalmente servono 4-5 gare, è vero che abbiamo svolto più lavoro assieme, ma non dobbiamo aspettarci di averla subito al primo match. Inoltre, siamo una squadra giovane e molto rivoluzionata. Nell’attesa, continuiamo a lavorare su alcuni aspetti e ci sono certe cose che hanno funzionato fin da subito. Continuiamo sul percorso della crescita individuale e dell’affinamento del sistema di gioco. Questo è il periodo dove dal “grosso” del lavoro si scende nei dettagli con un processo che riguarda tutte le squadre”.

Qual è la Chromavis Abo che hai in mente e a che punto si trova sotto questo punto di vista?

“Nella mia testa ho davanti una squadra con grandi margini di miglioramento, ancora un 30-40% con la cura dei dettagli. Per le caratteristiche in palleggio e delle attaccanti, la nostra base identitaria è il cambiopalla, fase che si è notata fin da subito in modo naturale. Spesso, poi, però la differenza nella pallavolo si fa in fase break. Per noi, oltre al ritmo in cambiopalla, sarà molto importante l’organizzazione del muro-difesa per poi andare a colpire in contrattacco”.